Frammenti

Dietro le quinte de “L’Uomo Forzuto”

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IL LIBRO DI PETER PAN

Il libro che legge l’uomo forzuto nel letto è una edizione di Peter Pan del 1911 scritto in tedesco proveniente dalla collezione privata di Andrea Pettinari che ce l’ha prestato per lo shooting.

All’interno del libro è scritta a pennino una frase che per molto tempo non siamo stati in grado di tradurre fino a che Luca Mengoni, un nostro amico, ha cercato aiuto per noi tra i suoi contatti di Facebook e la rete degli amici ha funzionato! 

La signora Cadia Carloni, che non  conosciamo ma ringraziamo, ha finalmente risolto il mistero:

“Sicuramente il presente libro ti porterà molta gioia e ti auguro di tutto cuore che la tua vita ti offra tanta tanta gioia. Il tuo amico affezionato e sincero (firma), Natale 1918.”

Non trovo in questo momento il modo migliore di tradurre la parola “Freude”, tieni presente che la stessa parola Freude è nel titolo dell’inno nazionale europeo, di Beethoven, l’ Inno alla Gioia, cioè “An die Freude” (testo scritto dal poeta Schiller in realtà). E’ una parola significativa nel pieno Romanticismo.

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E’ stato scelto il libro di Peter Pan, una favola, per l’uomo forzuto poiché la storia di Peter Pan, fanciullo mai cresciuto, ben contrastava con le caratteristiche fisiche del nostro Uomo Forzuto ma allo stesso tempo coincideva con il suo animo innocente, fanciullesco, curioso ed appassionato.

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IL COSTUME DELL’UOMO FORZUTO

Il costume dell'Uomo Forzuto è stato probabilmente il più colossale errore di misurazione della storia. Abbiamo scelto di disegnarlo basandoci sulla tutina alla marinaretta, quindi, secondo le nostre ricerche, la lunghezza doveva arrivare circa al ginocchio.

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Il costume dell’Uomo Forzuto è stato probabilmente il più colossale errore di misurazione della storia. Abbiamo scelto di disegnarlo basandoci sulla tutina alla marinaretta, quindi, secondo le nostre ricerche, la lunghezza doveva arrivare circa al ginocchio.
Poichè l’attore che ha interpretato questo personaggio è davvero alto abbiamo pensato che non era il caso di tentare di cucire da soli il costume e ci siamo affidati ad una sarta.

Purtroppo, le misure le abbiamo prese da soli e quando abbiamo portato il disegno e le misure alla sarta non abbiamo ascoltato le sue perplessità sull’insensatezza delle proporzioni confermando ogni singolo enorme centimetro.

Ne è derivato un costume perfetto sulla parte superiore ma mastodontico dalla vita in giù. Grande al punto tale che non ci è stato possibile fare degli scatti a figura intera.
Cosa abbiamo imparato: mai usare il metro dei giganti e ascoltare sempre la sarta quando dice “siete sicuri? queste misure non hanno alcun senso!”.

Dobbiamo ringraziare di avere un modello davvero forzuto per questo personaggio: come lo sappiamo? E’ grazie a lui se siamo riusciti a tirare fuori l’armadio del presentatore dalla cantina e portarlo su per le scale e successivamente fino al set. Da soli non ci saremmo mai riusciti…ma noi avevamo l’uomo forzuto!

Naturalmente, la magnifica sarta Cristina del Reedolab di Rimini che ci ha salvato dalla pazzia con questi metri e metri (e ancora metri) di stoffa a righe ci ha fatto un sorrisone di saggia soddisfazione quando le abbiamo detto “Avevi ragione tu, le nostre misure erano completamente sbagliate!”. La amiamo lo stesso, e non la contraddiremo mai più, mai farlo con una bravissima sarta sarda!